Le temperature medie mensili hanno tipicamente un andamento “a campana”, con minimi a gennaio e massimi a luglio.
Le precipitazioni totali sono importanti, tra le più elevate delle Alpi Occidentali, e caratterizzate da un regime equinoziale con picco assoluto nel mese di maggio.
La stagione secca è tipicamente invernale, con minimo di precipitazioni a gennaio, seguito da una relativa siccità estiva.
Il gradiente di temperatura diminuisce con l’altezza sul livello del mare in modo continuo, mentre le precipitazioni aumentano all’aumentare della quota sino a circa 1.100-1.500 m, si scaricano (zona del faggio, pianta che caratterizza i boschi locali) e diminuiscono da tale limite in poi (zona del larice, qui praticamente assente).
La ventosità è molto limitata e caratterizzata dalla collocazione geografica a sud delle alte Alpi, che la ripara da forti venti dominanti.
Particolarmente in inverno è importante e ricorrente la situazione di Stau-Phoen: masse d’aria umide, spinte da venti atlantici verso le Alpi, si innalzano, raffreddano, precipitano nei versanti franco-svizzeri, si liberano di umidità, ridiscendono rapidamente il versante italiano comprimendosi e riscaldandosi.
Si originano così venti veloci, caldi e asciutti che, in sostanziale assenza di umidità dell’aria e di acqua nel suolo (minimo di precipitazioni annuali e acqua sotto forma di ghiaccio nel terreno), favoriscono la mitigazione delle temperature, lo scioglimento precoce delle nevi e il diffondersi degli incendi boschivi invernali.